Analisi fondamentale Forex 6 – 11 febbraio 2012
Analisi fondamentale Forex 6 – 11 febbraio 2012
Anche per questa settimana è prevista la riunione delle Banche Centrali che dovrebbero lasciare i tassi invariati e ci si aspetta un aumento dell’Asset Purchase Facility di altri 25 miliardi di euro da parte della BoE.
Anche in Australia si riunisce la Reserve Bank dalla quale ci si aspetta un ulteriore taglio del tasso di riferimento dal 4,25% al 4% poiché le autorità finanziarie sono impegnate in una politica di allentamento quantitativo poiché l’economia australiana inizia a risentire dell’esposizione verso l’economia USA e cinese. Nessuna riunione per la Bank of Canada che procederà invece ad un aumento dei tassi con il CAD che sta mostrando un buon andamento.
Un eventuale QE3 della Fed darebbe ulteriore spinta al dollaro canadese, legato a doppio filo alle sorti dell'economia statunitense. Ma lo scenario dell’Europa resta ancora critico riguardo alla Grecia con la quale non si è ancora giunti ad un accordo e nessuna riposta convincente inoltre non è stata aumentata la capacità del fondo salva stati ESM e non c’è stata la firma definitiva del Fiscal Compat. Tutta questa situazione gioca a sfavore dell’Euro che durante la scorsa settimana non è riuscito a superare l’1.3100.

Per questa settimana è prevista anche la decisione sui tassi della BCE che dovrebbero restare invariati ma se nello stesso tempo non sarà convincente, l’Euro potrebbe perdere terreno nei confronti del Dollaro statunitense e attestarsi sull’1.3000. Contrariamente all’Euro la Sterlina si è portata in forte rialzo in questa settimana e il cable dopo essere rimbalzato sul supporto in area 1.5650 si è portato fino a 1.5880, livello che non si vedeva da novembre ma per il 9 febbraio si attende che King lasci invariati i tassi mentre aumenti l’APF e questo contribuirebbe a far scendere la Sterlina, che in questo momento è sopravvalutata. Gli analisti si attendono un ampliamento da 50 a 75 miliardi dell'APF e se nel primo caso vediamo il cable tornare in area 1.5500, nel secondo caso ci attendiamo un ribasso ulteriore tra 1.5200 e 1.5400.
Per ciò che concerne lo yen si comprende che resta ancora forte l'avversione al rischio per la situazione della Grecia e degli altri periferici, tra i quali mettiamo anche l'Italia nonostante la riduzione dello spread sotto 400, e il cambio USD/JPY si è appoggiato sul livello critico di 76.00 evento che ha creato uno sbilanciamento di posizioni long nella convinzione di un intervento imminente della BoJ per svalutare la valuta nipponica. Forse è stato questo scenario a imprimere la reazione rialzista del cambio avuta venerdì con chiusura a 76.59. Se il cambio dovesse rompere a ribasso quota 76 sarebbero “strappati via” tutti gli stop loss posizionati appena sotto questo livello, facendo scivolare ulteriormente i prezzi. Ricordiamo che l'ultima volta la Bank of Japan è intervenuta a quota 75.56.
Gli appuntamenti in previsione per questa settimana sono:
- Ordini all'industria tedesca (lunedì)
- Riunione dell'Eurogruppo sul caso Grecia (lunedì)
- Produzione industriale tedesca (martedì)
- Riunione BCE – decisione tassi (giovedì)
- Riunione BoE – decisione tassi (giovedì)
- Produzione industriale francese (venerdì)
- Produzione industriale italiana (venerdì)
- Bilancia commerciale USA (venerdì)
- Fiducia consumatori Michigan Univ. (venerdì)



